I mega trend che condizioneranno il mondo sono 5: i cambiamenti demografici: la popolazione aumenta e invecchia; la crescente urbanizzazione, le persone si trasferiscono nelle città e l’ONU prevede che nel 2020 le megalopoli saranno 120, contro le 37 attuali; i cambiamenti tecnologici che stanno stravolgendo il mondo e l’economia; i Paesi emergenti con la loro nuova classe media che consuma e investe e i cambiamenti climatici e sociali. Investire in questi mega trend attraverso fondi comuni di investimento, può offrire rendimenti interessanti.
Categoria: Megatrends
Fintech & Insurtech, corrono gli investimenti a livello globale
Le prospettive per il prossimo quinquennio sono particolarmente rosee per il comparto del fintech e dell’insurtech. Solo nell’insurtech è prevista una crescita media annua dei ricavi del 16% da qui al 2023. Stanno scendendo in campo, accanto ai player tradizionali, sia le start-up sia colossi dell’innovazione che partono dalla forza guadagnata nel loro settore, come Amazon, Facebook e Google.
«Il digitale sta rivoluzionando l’ecosistema finanziario italiano, favorendo la nascita di attori innovativi, facendo emergere nuove esigenze della clientela e nuove forme di relazione tra utenti, imprese, istituti finanziari e assicurativi – afferma Marco Giorgino, responsabile scientifico dell’Osservatorio Fintech & Insurtech. Resta la fiducia negli attori tradizionali: la maggioranza degli italiani si rivolgerebbe a banche (65%) e operatori postali (56%) per affidare i propri risparmi, con tuttavia una differenza generazionale: nel caso dei giovani di età compresa tra 16 e 24 anni le preferenze sono il 53% e il 52% mentre il 67% e 59% nel caso degli over 55. Ma cresce il numero di coloro che hanno provato almeno un servizio Fintech o Insurtech e, soprattutto fra i più giovani, di coloro che si affidano anche ad altri attori oltre a banche e assicurazioni. L’ecosistema finanziario deve accelerare il processo di trasformazione digitale per non farsi trovare impreparato: è necessario approfittare delle opportunità offerte da nuove tecnologie come la blockchain o le piattaforme di Robo Advisor, per proporre nuovi servizi di valore. Banche e assicurazioni possono rispondere alle sfide della trasformazione digitale mettendo l’innovazione al centro delle strategie e puntando sulla costante collaborazione con altri attori».
E come si sta muovendo il mondo delle start-up? Il settore conta 1.210 start-up censite dall’Osservatorio nate dopo il 2013 e che hanno ricevuto almeno un milione di dollari di finanziamenti nel periodo 2016-2018, per un totale di 43,7 miliardi di dollari raccolti. Rispetto alla rilevazione del 2016, la crescita è notevole sia numericamente (+66%) che per investimenti generati (+70%). Gli Stati Uniti sono l’area che raccoglie più investimenti (13,9 miliardi di dollari), seguiti dalla Cina con 13,4 miliardi di finanziamenti, sede di quattro delle prime cinque start-up al mondo per finanziamenti ricevuti e con il tasso di crescita più elevato (+233%). Gli altri Paesi le cui start up hanno superato il miliardo di dollari di finanziamento sono Regno Unito, con 5,1 miliardi (+163% rispetto a quanto registrato due anni fa), Australia e India, con 1,2 miliardi ciascuna (rispettivamente +227% e +184%). L’Italia è lontana da queste realtà, ma in crescita: 8 start-up hanno superato la soglia del milione di dollari di finanziamenti ricevuti, per 44 milioni di dollari complessivi (contro i 20 del censimento precedente).
Com’è il primo tunnel sotterraneo inaugurato da Elon Musk
Elon Musk, famoso imprenditore e fondatore di Tesla, Space X e PayPal, ha una nuova azienda, si chiama Boring Company e nonostante sia nata da pochissimo tempo sta facendo già discutere. Boring Company si occupa di tunnel da percorrere con auto elettriche che servirebbero, secondo l’idea di Musk, a migliorare la viabilità delle zone urbane.
I tunnel di Boring Company hanno una particolarità: sono stretti, con un diametro molto inferiore (anche di due o tre volte) dei tunnel che siamo abituati a percorrere in auto come sottopassi e gallerie. La dimensione ridotta è il primo elemento di novità: serve a mantenere i costi di scavo bassi, e allo stesso scopo i tecnici della compagnia hanno lavorato molto all’implementazione di macchinari che costruiscono il tunnel mentre lo scavano: lo stesso macchinario che buca la roccia, in sostanza, monta i sostegni e le parti interne della piccola galleria. Questi macchinari, velocizzando le fasi di scavo, riducono uno dei costi che, da sempre, sono tra gli indici che pesano di più sul bilancio di chiunque esegua lavori di questo tipo, che siano enti pubblici o privati.
Alcuni analisti, a proposito dei macchinari di scavo innovativi e rapidi, hanno fatto notare che quest’idea di ottimizzare le fasi di scavo non è un’assoluta novità, in Europa macchinari simili sono già in funzione, anche se per soluzioni urbanistiche diverse.
Ma torniamo ai tunnel ideati dalla compagnia di Musk, a cosa serviranno? L’idea è quella di costruirne moltissimi a basso costo, in modo che connettano le aree urbane più trafficate e congestionate, così da liberarle dal traffico. Le uniche auto ammesse saranno quelle elettriche, e se inizialmente l’idea era di trasportare le auto facendole slittare a motore spento su due grossi pattini, ora la compagnia prevede che le auto potranno invece essere accese, ma con il pilota automatico in funzione.
In ogni tunnel passerà una sola auto per volta, in una specie di fila indiana e proprio qualche giorno fa, lo scorso 18 dicembre, in presenza dello stesso Musk, alcuni giornalisti hanno potuto percorrere il primo tunnel operativo. Tutto è successo a Hawthorne, un centro poco distante da Los Angeles, in California. Le auto che hanno fatto questo primo test aperto al pubblico erano Tesla, compagnia dello stesso Elon Musk, ma i tunnel di Boring Company saranno aperti a ogni veicolo elettrico, con tempi di percorrenza variabili. Il test è stato fatto lentamente, con una media di 70 chilometri orari, ma Musk ha specificato che si arriverà a poter percorrere i tunnel a 160 chilometri orari, più del doppio.
I giornalisti presenti hanno parlato di una percorrenza piuttosto turbolenta, dicendo di essere stati un po’ sballottati durante il percorso, e a questo l’azienda ha risposto specificando che la pavimentazione di quello specifico tunnel è stata preparata di fretta e con poca cura, ma che le successive saranno lisce e perfettamente confortevoli per i viaggiatori.
Il sistema di Musk e della sua Boring Company, insomma, non sembra ancora aver superato la versione beta, ma promette bene. Molti enti pubblici statunitensi, come la città di Chicago, hanno già stretto accordi con l’azienda per costruire tunnel che aiutino a rendere sotterranea parte della circolazione dei veicoli privati.
Ciò che convince dell’idea di Musk è la visione automatizzata del trasporto su gomma di cui i tunnel sono solamente un frammento. Tesla, la compagnia automobilistica famosa anche per lo sviluppo e il miglioramento delle auto a guida autonoma, è un altro dei pezzi del puzzle. L’idea nel suo complesso è quella di centri urbani in cui le auto elettriche sfrecciano sotterranee, automatizzate nella guida e nel trasporto, risbucando proprio nelle aree in cui sono dirette. Per ottenere una mobilità del genere serviranno moltissimi tunnel, costruiti su diversi livelli e messi in comunicazione tra loro, ma anche se ci sarà da aspettare sono in molti a dare credito all’idea.
Investire a lungo termine
Mobilità intelligente
La “mobilità intelligente”, smart mobility in inglese, comprende i concetti di catena cinematica intelligente (elettrificazione), tecnologia intelligente (guida autonoma) e uso intelligente dell’auto (car-sharing/car-hailing). L’urbanizzazione è il volano di questo tema, sostenuto inoltre da fattori quali la crescita e l’invecchiamento della popolazione e da aspetti di sicurezza, migliore efficienza del carburante e riduzione delle emissioni.
Nei prossimi dieci anni assisteremo a una crescita notevole della mobilità intelligente,che rivoluzionerà non solo l’industria dell’auto, ma anche il modo in cui usiamo le macchine.
L’elettrificazione, uno dei principali driver tecnologici della mobilità intelligente,sta guadagnando sempre maggiore accettazione tra governi e consumatori.
Non è chiaro se sarà il car-sharing a catalizzare la migrazione verso i veicoli elettrici(EV) o i veicoli a nuove energie (NEV), o se saranno invece tali veicoli a motivare la migrazione al car-sharing, ma di sicuro l’ascesa del car-sharing, e in particolare dei “robotaxi” se saranno adottati su vasta scala, potrebbe ridurre il periodo di pay back degli investimenti grazie a un utilizzo più diffuso. Questo rende il car-sharing un’opzione allettante per i consumatori e un’interessante opportunità commerciale per le aziende. Elettrificazione, guida autonoma e car-sharing potrebbero essere gli elementi che compongono il tema della mobilità intelligente.
L’urbanizzazione e la necessità di frequenti spostamenti causano la congestione delle infrastrutture esistenti. La tecnologia di guida autonoma contribuirà a ridurre la congestione e gli sprechi di tempo ed energia. In molte aree, le strade e i parcheggi sono sfruttati fino al limite. La mobilità continuerà a essere un’esigenza, ma l’attenzione si sposterà sull’uso dei veicoli, anziché sul loro possesso.
Il concetto di house sharing (per es. attraverso AirBnB) è già consolidato, mentre per le auto siamo ancora agli albori. In generale le automobili sono un bene sottoutilizzato, risultano infatti utilizzate mediamente, in ogni dato momento, per il 4% circa; questo conferma l’importanza del car-sharing (che non equivale a condividere l’auto per fare un viaggio).
L’invecchiamento della società sostiene il car-sharing e la guida autonoma
In una società che invecchia, la guida autonoma o automatizzata consentirà agli anziani di mantenere la propria mobilità, inoltre il potere d’acquisto più elevato di questa coorte demografica rappresenta un driver a lungo termine essenziale per lo sviluppo di questo trend. I concept di car-sharing offrono inoltre un accesso alla mobilità alla popolazione meno abbiente, in quanto consentono di pagare per l’uso della MaaS invece di sostenere anticipatamente il costo per l’acquisto di un’auto.
Un’adozione su vasta scala delle caratteristiche di guida autonoma, compresa l’intelligenza artificiale, potrebbe rendere l’esperienza di guida non solo più sicura,ma anche più rispettosa dell’ambiente, contribuendo inoltre a ridurre la frequenza e la gravità degli incidenti e il numero di decessi legati al traffico. Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2016 in tutto il mondo oltre 1,3 milioni di persone sono morte in incidenti stradali, ovvero più di 3.000 al giorno, e 20-50 milioni di persone hanno riportato almeno un’inabilità temporanea. Poiché gli algoritmi oggettivi prevalgono sull’ego individuale, il flusso di traffico sarebbe più fluido, con una potenziale diminuzione degli ingorghi associata a una migliore efficienza del carburante in rapporto al chilometraggio.
L’elettrificazione delle auto è un trend in costante aumento. L’Agenzia internazionale dell’energia(AIE), prevede una quota di veicoli elettrici del 13% per il 2030 (v. report “Ourenergy future: How will electric vehicles affect global energy demand” – Il nostro futuro energetico: come incideranno i veicoli elettrici sulla domanda energetica mondiale, pubblicato il 24 settembre 2018). Questo significa che le emissioni diminuiranno a livello locale, anche se le emissioni di gas serra (CO2) continuano a dipendere dal modo in cui si produce l’elettricità.
I concept di car-sharing consentiranno inoltre una maggiore inclusione sociale, rendendo la mobilità disponibile per le persone che non hanno un veicolo proprio o non possono permettersi di acquistarlo. E poiché le strade e i parcheggi utilizzano fino al 15-20% dello spazio urbano, il car-sharing dovrebbe ridurre la congestione dovuta al traffico grazie al minor numero di veicoli in circolazione e di conseguenza al minore spazio richiesto per parcheggi e strade. Questo dovrebbe contribuire a rendere più verdi le città “smart”.